giovedì, 03 aprile 2008
author: eleonoragr @ 12:07
category: comunicati stampa
comments: commenti (1)(popup) | commenti (1)

Ok, ho chiuso il blog per un sacco di tempo, decidendo di aprirne un altro appena dopo, incominciando tutto da capo.( Http://agenziadelleidiozie.splinder.com ).
I motivi sono stati personali, poi molte cose avevano perso freschezza. Il pensiero è questo: mi sa che qui non scriverò più molto altro. Quindi continuerò di là...
Non è che sia molto, ma perchè infarcire il discorso con altre parole?

lunedì, 31 marzo 2008
author: eleonoragr @ 17:23
category: riflessioni, real life, significativi, esplosioni aggressive
comments: commenti (1)(popup) | commenti (1)

E' davvero tanto tempo che non scrivo più qui. Sono cambiate molte cose, e come tutto è iniziato tutto è finito. La cosa divertente è che uno scrive quando crede di aver qualcosa da dire, a dire la verità io non ho mai avuto nulla di così importante da dire.
Sono cambiate parecchie cose, e l'unica certezza che mi è rimasta è questa: Le persone buone sono sempre quelle che si fanno fottere meglio nella vita. Da questo assunto di base non c'è scampo. C'è solo la certezza di essere calpestati, massacrati, abbattuti e poi lasciati sul campo senza nemmeno degna sepoltura.
Tutto questo perchè il mondo è fatto di prede e predatori. Tutto questo perchè in fondo c'è la certezza che le persone vogliano solo curiosare nella tua vita, capire come sei fatta, come girano le cose poi si annoiano e cercano stimoli da altre parti.
L'ennesima coltellata ha colpito il cuore e lo stomaco. Posso cadere in battaglia senza nemmeno aver combattutto. La cosa che fa rabbia sono tutte le cose che hai fatto e che non sei più disposta a fare. Tutto questo perchè non sei un predatore, sei una erbivora, e come tale non ti nutri di altri esseri umani.
Ho scoperto con l'esperienza come si mettono i video, di conseguenza delizierò che ascolta con un pezzo che ormai è tutto il pomeriggio che ronza tra le orecchie:

Janis Joplin - Piece of My Heart

 

venerdì, 29 giugno 2007
author: eleonoragr @ 09:45
category:
comments: commenti (2)(popup) | commenti (2)

Si possono davvero cancellare i ricordi di una persona? Selettivamente scegliere quali far sparire? Studiando ciò che ho studiato, dire di si; magari non cancellare totalmente una persona, ma parte dei ricordi si. Ieri ho visto un film proprio carino: "Eternal sunshine of the spotless mind"; traduzione con cui è passato in Italia: "Se mi lasci, ti cancello", titolo che non rende assolutamente giustizia a questo film.
Cancelleresti mai i ricordi? A volte direi di si; per il semplice fatto che sarebbe più facile vivere senza il pensiero di certe cose. Già, sarebbe più facile vivere senza il peso di una sconfitta o di un segreto enorme che non possiamo dire... Ma poi, certe cose è giusto che ci siano; anche perchè nel caso ipotetico in cui dovessero accadere, si rifarebbe tutto da capo. Si proverebbero le stesse emozioni, e le stesse sublimi emozioni... Tutto di nuovo.
Quindi tanto vale... Non cambierei nulla di ciò che ho fatto nella mia vita; assolutamente nulla.
Dalla prima cazzata che ho fatto, al gesto più nobile che abbia commesso. Da tutto l'amore che sono riuscita a dare e a dimostrare, a tutto l'odio che ho vomitato addosso a chi di dovere... Non cambierei nulla.

Ora sono in camera, distesa sul letto con la lava-lamp accesa. È da quando sei venuto a casa mia la prima volta, che non la accendo… Guardo delle vecchie foto sul pc. Sono belle, certo. Ma il fascino delle foto di una polaroid non le possono avere; sono magnetiche, sono belle, anche se il soggetto è inutile. Avevo una polaroid, mi fotografavo sempre i piedi… poi fotografavo la gente della compagnia che frequentavo al tempo, il mio ragazzo del tempo, e oggetti che consideravo importanti. Sono passati 8 anni. Sono passati secoli.

Digressione inutile… ascolto una canzone dei Pain White T’s…

Comunque, sai gli oggetti hanno un interruttore; on-off. Le persone no. Ma io mi sono messa un cut-off alla fine... Non posso cancellarti, e non lo farei mai :) ;ma posso curarmi, leccarmi le ferite e smetterla di vomitare in un posto che tu conosci così bene. Sopratutto perchè sarà un periodo strano per me questo...

Che sia un addio? No, non lo sarà... Non sono fatta per gli addi, ma piuttosto per i "ciao, ci vediamo domani"; ma a volte sarebbe bene dirsi: "arrivederci per un po'..."

It's not a farewell, but this is just "goodbye"...

On-Off... Standby... This is me...

 

The ocean is full cause everyone's crying,
The full moon is looking for friends at high tide.
The sorrow grows bigger when the sorrows denied.
I only know my mind. I am mine.

And the feeling it gets left behind...
Oh the innocence broken with time.


Pearl Jam – I Am Mine

mercoledì, 27 giugno 2007
author: eleonoragr @ 10:09
category: riflessioni, real life, whippings, dry battery
comments: commenti (8)(popup) | commenti (8)

[Da una bambina scema, che non sa vivere. Non voglio dare spiegazioni]

 

Vorrei dirti che mi dispiace, se fossi sicura che tu capiressi; ma so per certo che le parole sono fonte di incomprensione e molto spesso il vero significato non è possibile saperlo. Così potrei continuare a mentire e a dirti che non ha importanza, ma di importanza per me ne ha ancora, purtroppo.
sono una bambina scema, scema e capricciosa; mandami a fare in culo, quando me lo merito. Questo sarebbe l’unico modo che hai per darmi regole, disciplina e per farmi capire i miei errori. Perché sulla soglia dei 22 anni di vita, non ho ancora imparato a stare al mondo. Faccio parte di quella categoria di persone che piacciono per una caratteristica di personalità, ma è solo uno specchietto per allodole.
Quindi, mandami a fare in culo una volta per tutte.
Perché metterti in croce con i miei capricci e con desideri che non vuoi esaudire, è solo un modo per protrarre tutto questo massacro. Perché in fondo è anche sciocco tenere aperto questo posto per scrivere, appunto perché so che tu lo leggi quotidianamente; tutto ha perso la spontaneità di una volta. Questo vorrebbe dire che non ci sarebbe mai davvero un taglio netto. Io mi preoccuperei di ciò che senti, di quello che provi, avrei una catena al collo che mi stringe e che mi tiene legata al albero come un cane.
Se tu non vuoi ciò che voglio io, perché continuare a prenderci in giro a vicenda? Sarebbe un gioco al massacro, sarebbe come dire ad un carcerato in una cella: “sei libero”, ma in realtà le sbarre, impediscono la via di fuga.
Ora sto cercando la mia via di fuga. Vorrei tagliare i rami vecchi e lunghi, quelli che arrivano al cielo e lo pungono.

Poi, posso tranquillamente dirti una cosa: tutti gli esseri umani sono diversi. Non ci sarà mai un’altra me (e forse è solo un bene), o un altro te. Sono felice di ciò che ho avuto, ma se non posso più averne, non voglio farmi male. Quale senso avrebbe? E poi sapere che tu di riflesso stai male per me, non mi sembra corretto… Non troverò mai un altro “Te”; lo so. Perché nonostante tutto, sei una delle persone migliori che io abbia MAI conosciuto, che io ho avuto la fortuna di incontrare. Si, mi sento fortunata; mi sento come un mendicante a cui viene lasciato nel suo cappello un assegno da diecimilla euro.
Sai che gli sbagli che faccio, vengono commessi in buona fede; non ho la presunzione di dire che faccio sempre le cose giuste. Tutt’altro. Sono una povera piccola bambina scema, che commette un sacco di errori per ingenuità o perché non capisco le situazioni. Non so vivere.
Quindi, mandami a fare in culo; perché ho bisogno di norme e di regole. Come tu sai, non ne ho mai avute, nemmeno da chi doveva darmene. A volte ho bisogno di camminare con i piedi sul cemento e di prendermi un “NO” secco; di quelli che fanno male, di quelli che bruciano più di uno schiaffo, di quelli che ti fanno capire che il mondo non ruota intorno a te… Forse è giusto lasciare a casa l’ombrello, ritirarlo con cura e lasciarlo in un posto sicuro.

So di essere teatrale, lo sono sempre stata, in ogni mia manifestazione… e non mi interesso di questo.
Forse sono solo capricci e parole dette per tutta la tensione che ho accumulato in questi giorni. La teoria della Generalizzabilità, mi ucciderà. Lo so, me lo sento. Poi magari domani, sarà tutto diverso, e questi pensieri goccioleranno via dalla mia testa… ma oggi gira così…

P.S. Per il mio compleanno, voglio una bella eutanasia!

lunedì, 25 giugno 2007
author: eleonoragr @ 09:07
category: real life, frenetici momenti di noia, dry battery
comments: commenti (20)(popup) | commenti (20)

Silenzioso come il caldo giugno,

attendo un tempo stanco e lento

che mi studia con l’orrido suo grugno…

sono l’agnello in questo mattatoi;

sono lo straccio per il pavimento;

aspettando questo tempo, io muoio…

 

Ho bisogno di un momento di pace, di tranquillità.

Voglio, richiedo, desidero, pretendo, esigo un minuto di silenzio!

 

Ho bisogno di un pizzico di soddisfazioni; un momento per sentirmi dire che in fondo, non ho fatto solo cazzate e non ho perso tempo; avrei bisogno di un riconoscimento, anche se fosse solo di 5 minuti. Perché in fondo abbiamo bisogno tutti di qualcosa che faccia stare bene, seppur breve; ma tutti abbiamo bisogno di questo…

Forse c’è bisogno solo di prendere aria, di respirare; come alcune canzoni, che non possono essere rinchiuse da qualche parte e basta, ma hanno bisogno di esplodere e di irrompere tra le molecole di ossigeno, per poi continuare con un moto continuo, fino a trovare un ostacolo da cui verranno rifratte e/o riflesse.

Ho bisogno di maledettissimi feed-back positivi.

Perché se anche in una giornata pessima; in una giornata in cui nulla di quello che fai, conduce ad un risultato soddisfacente, perché le tue correlazioni tra i vari test non vengono; perché per ricordarti le cose a memoria, non sei tagliata. Hai bisogno di una maledettissima carota, per avere almeno la voglia di non gettare i libri contro il muro e per non dare fuoco a tutte le pagine di calcoli su cui ti sei spaccato la testa.

Ora alcune cose vengono; ma in fondo, ho bisogno di carote.

Noi tutti siamo dei muli: fatichiamo, sgobbiamo, per raggiungere un risultato; ma non abbiamo bisogno solo di bastonate per andare avanti. Almeno l’illusione di poter raggiungere un qualcosa di fittizio, ci deve essere.

E poi, parliamoci chiaro: a chi cazzo gliene frega dei test? E perché devo stare qui a studiare cose che, non solo non mi piacciono e non ne so molto, ma non mi interessa nemmeno saperne!

Credo che la mia voglia di studiare sia pressoché esaurita; così come la mia voglia sbattermi…

Ora aspetto solo giovedì per essere stampata!

In mancanza delle carote, va bene qualsiasi altra cosa… ho bisogno che il mio organismo rilasci endorfine… Quelle sono meglio delle carote…

 

Standing ovation per i luoghi comuni! Voglio anche il brevetto di qualche arma di distruzione di massa. Giuro, che non parteciperò mai più a nessuna “notte bianca”!

sabato, 23 giugno 2007
author: eleonoragr @ 08:16
category: real life, momenti tso, frenetici momenti di noia
comments: commenti (13)(popup) | commenti (13)

C’è quella bizzarra canzoncina che mi ronza per la testa: “era meglio morire da piccoli…”.

Ho bisogno dell’estate, ho bisogno di respirare il clima di vacanza, al posto di stare in questa claustrofobia situazione di pre-esame. Perché l’apatia, la noia, la tensione sono cose che mi distruggono. C’è chi dice che io la noia e l’apatia, non sappia nemmeno cosa siano. Si, forse è vero. Appena sento il sensore di qualcosa che mi trascina in un vortice di niente, mi sposto. Meglio altalenare tra periodi di gioia ed euforia e poi piombare nella più tetra e destabilizzante depressione, rispetto al nulla.

“The never ending story”; film bellissimo, dove il protagonista doveva sconfiggere il NULLA. Credo di aver visto quel film almeno 50 volte da bambina.

Tutti almeno una volta nella vita hanno desiderato vivere in un film, essere un personaggio di un film, o almeno vivere un frammento di una scena. Perché a volte le cose della vita -che nell’immaginario comune, sono considerate tenere, dolci, apprezzabili, e assolutamente stupefacenti- in realtà sono fonte di dispiacere, di disincanto, di preoccupazione. Sono le classiche cose che ti aprono in due, ti riempiono di macigni e di pietre, poi ti svuotano e ti lasciano con le batterie scariche. Crono con i suoi figli; solo che la sua cara mogliettina Rea, dopo averlo ricucito come un tacchino per la festa del ringraziamento, le pietre gliele aveva lasciate (io è da quando avevo tre anni che il mito lo conosco così, poi Zeus con tutti gli altri lo hanno spodestato. Ma poi, una cosa: va bene che è un mito e non è reale, ma come facevano i figli ad essere vivi se divorati, soprattutto a distanza di anni?!).

Anche le cose più tenere, dolci, e gioiose del mondo ti riempiono a volte di zavorra. Non hai ai piedi le scarpe alate, per mandare messaggi di amore e speranza al mondo sotto di te. Ma quando quei macigni se ne vanno? Lì arriva il momento tragico sul serio… Ti senti vuoto, privo di qualcosa; un corpo non anestetizzato sul tavolo di una sala operatoria. Si; sei sveglio, senti tutto il dolore e nemmeno anche il più potente degli antidolorifici ti può salvare. Visto che siamo in queste condizioni, c’è di solito qualche stronzo che getta sale sulla ferita aperta. Già…

Io intanto continuo a scambiare gli aerei, per stelle; gli insetti spiaccicati sul parabrezza, per gocce di pioggia; e si sta sotto casa con una birra e un pallone, a chiacchierare fino alle 3 del mattino…

“Era meglio morire da piccoli, con i peli del…..”

 

P.S. se vedete una psicopatica in questi giorni con un ascia in spalla -che spacca teste a vari professori, ex fidanzati, o a chi semplicemente si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato. Ovviamente poi gioirà nello sguazzare in quel sangue- non preoccupatevi, sono io.

 

P.P.S. mi rendo conto dell’idiozia di questo post… sto davvero sclerando in sto periodo! E poi, ho quasi 22 anni, è giusto che io scriva minchiate a volte.

giovedì, 21 giugno 2007
author: eleonoragr @ 06:28
category: momenti tso, frenetici momenti di noia, dry battery
comments: commenti (9)(popup) | commenti (9)

Hai mai avuto la sensazione che tutto sia in movimento mentre in realtà è tutto fermo? Come se le cose danzassero in un ballo frenetico, sotto i flash, per poi fermarsi in un istante qualsiasi?

Hai mai confuso le cose anche se erano lampanti, per qualcosa che in realtà non erano?

Forse tutte le persone là fuori sono bugiarde; forse nessuno ha mai capito nulla di niente, ma in realtà sono tutti buoni a fare grandi sorrisi, a chiedere come stai, e noi altri siamo diventati così bravi a mentire a loro. “Sto bene”, sorrido a denti stretti e dico, “bene, grazie!”.

È da tanto che non dico un “bene” sincero, genuino. C’era un tempo in cui stavo bene, davvero bene. Non avevo nulla, ma non mi mancava nulla. Non avevo davvero nulla, perché so di non avere nulla. Ma stavo bene, avevo la tranquillità di chi ha la porta della prigione aperta e la libertà di un uccello.

Ora che non ho tempo, dovrei muovermi… Dovrei agire. Correre per qualcosa, ma ho scoperto che non me ne fotte un cazzo di tutte queste cose. Il mio interesse è scemato come terribilmente mi accade a volte. Forse la libertà che tutti agognano ma a cui nessuno arriva è capire che tutte le cose che fai hanno un’utilità pari a zero.

I giorni passano. Le ore e i minuti non si fermano e galoppano via, e tu hai l’impressione di averli buttati nel cesso.

Alcuni sembrano eterni; altri, sembrano perdersi uno dietro l’altro e cadere giù, nel burrone del oblio. Ricordi che si mischiano. Cercare e non ottenere. Camminare bendati e inciampare. Avere il ricordo di qualcosa che non ho più, cercarlo tra le lenzuola e cercare mani che non posso baciare in questo momento. Non ho nulla, ma non mi manca nulla.

Mi siedo, voi correte pure, io non so più perché correre, e perché voi vi affaticate tanto. stancatevi piccole formichine, io me ne batto il cazzo a questo punto. Gli esami, le corse frenetiche per successo, soldi, fortuna, e qualche scopata occasionale. Non ha più senso. Che ne avesse prima? Non saprei. Non mi sono mai curata di certe cose, ho sempre preso ciò che mi veniva dato da persone e dal destino.

Il tempo passa. I minuti si ricorrono, i secondi scattano via come se tutto fosse una staffetta.

Uno; due; tre; quatto; cinque…

Il passare del tempo, la mia più grande ossessione e più grande paura…

Uno; due; tre; quattro; cinque…

So contare… sorrido da sola facendo la cogliona su discorsi che non hanno né senso né sapore…

Uno; due; tre; quattro; cinque….

Non ho nulla; ma non mi manca nulla… Sto bene, sinceramente… Cercami domani, forse sarò da un’altra parte.

Uno; due; tre; quattro; cinque…

Mi manchi, ma sto bene… arrivati al fondo, non puoi più scavare; puoi solo e soltanto cercare di salire.

martedì, 19 giugno 2007
author: eleonoragr @ 09:20
category:
comments: commenti (9)(popup) | commenti (9)

L’ennesima sigaretta violenta il mio respiro. Fa freddo, nonostante sia estate. Dalla mia macchina escono note di “New Born” dei Muse insieme al fumo. Adoro l’inizio di quella canzone, ricorda la danza della fata confetto.

Ci sono discorsi fatti di niente; che non conducono a nulla se non al perdere tempo. Altri invece che non vengono compresi con la stessa profondità con cui il parlante li intende. In mondo preferisce i discorsi fatti di nulla. Posso dire che c’è un topo che tesse delicatamente la sua tela, mentre un ragno mette da parte il cibo che ha procurato con tanta cura, sfidando una morte che si credeva certa. Io la posso interpretare in un modo, ma tu? Lo capiresti, come io lo immagino?

Posso dire che in fondo ci sono cose dello stesso colore dalla spuma del mare, che mi riempiono gli occhi e li rendono cechi; ma in realtà è quel faretto del lampione sotto casa tua. Tu mi capiresti mai, mentre mi riempio la bocca di fumo e di niente?

Posso dire di essere così stanca da non avere più la forza di parlare; ma in maniera incoerente te lo dico. Allora forse è meglio tacere e far capire tutto. Che tu possa capire, è una cosa che non mi tocca. La serata è finita. Domani devo svegliarmi presto e sono ancora qui dopo questa sera a parlare e a sentire parlare di nulla. Sei lontana. Già, sei lontana. Perché la tua sciocca gelosia non mi tocca, mi scivola addosso. Ma sei sicura che i tentacoli di un polipo possano catturare una nave da crocera che non ha altro pensiero se non la sua rotta? Per quanto tu ci speri, la risposta è no.

Perché sto scrivendo queste cose inutili? Non so… Sarà ora di andare a nanna.

Ma in fondo, la notte porterà via questi pensieri.

Sognerò forse qualcosa di attinente a stasera, o rocambolesche fughe in un albergo mentre cerco di scappare da Jack Nicholson che mi insegue con un carrellino con su una tovaglia bianca… E sotto un ascia… Rivisto di recente Shining…

 

Per colpa di Sh ormai sono diventata una drogata dei video dei Sigur Ros; quello con i bambini è bellissimo, ma quello con i vecchietti è carino anche lui… La fotografia è splendida!

[Promemoria, cercare qualcuno che si presti per farmi metodi…]

Ho imparato a mettere le foto! siate felici per me!

domenica, 17 giugno 2007
author: eleonoragr @ 13:37
category: real life, frenetici momenti di noia, dry battery
comments: commenti (15)(popup) | commenti (15)

Sono strani quei meccanismi che nascono quando non hai più il possesso di una persona o di un oggetto… Ti portano ad odiare e a voler distruggere quella persona, in ogni sua piccola manifestazione. Dal voler di nuovo quella persona fisicamente, al sadismo più totale. Gli amici dicono che c’è gente malata; tu ti impegni a capire il perché di certe azioni, e poi capisci che da certe persone non puoi aspettarti nulla di buono, comprensione inclusa.

Nemmeno dei piccoli gesti c’è empatia. Tu sai per certo che hai molte, molte persone dalla tua parte che ti coccolano e che i supportano; e forse l’essere dalla parte della ragione, è anche motivo di odio immotivato e viscerale. Ma in fondo per quanto tu ti impegni per capire, sai che certe cose non possono essere comprese, perché viene eretta una barriera di cinismo e di cattiveria che non riesci a sgretolare.

Il fatto stesso che tu abbia supporto da persone esterne, diventa automaticamente un motivo che ti rende secondo quella persona un elemento di disturbo alla sua “quiete”. (E' brutto avere sempre ragione; sopratutto in queste situazioni!)

Ma una persona irrequieta, può trovare pace? Non so… Me lo sono sempre chiesta, e nonostante tutto ho visto che non c’è speranza per quella persona.

Sei arrivata persino ad augurarle di trovare un’altra vittima, ma le tue richieste non sono state accolte da chi di dovere. L’agnello e il macellaio…

Se prima perdevo tempo a pensare; ora non penso più... Alzo le spalle e faccio finta di nulla.
Devo ringraziare una persona per essere arrivata a questa riflessione... Che in fondo doveva essere già mia, ma ha dato una scossa alla situazione per farmi focalizzare nuovamente quali sono le cose corrette da fare e da seguire; e mettendomi di fronte a ciò che è successo, e facendomi vedere che cose potrebbe accadere razionalmente... Grazie.

Cambiando discorso; è divertente quando la gente ti chiede se stai bene, e se non sei ferita... Questo perchè? Leggende metropolitane sulla mia persona, mi credevano a Vanezia, all'Heineken... E' divertente questa cosa... Non ti fai viva con alcune persone per appena una settimana, e già girano le voci più disparate... Curiosa di sentire la prossima...

Intanto tra una canzone di Elvis e una dei muse, continuo a ripetere quella sciocca filastrocca della pubblicità di una macchina:
Minimini many moh
caught the tiger by his toe
if the tiger cry "let it go!"
minimini many moh
Quando la televisione ha un effetto devastante sulla vita di una persona... E quando questa persona al pub con gli amici, continua a ripeterla...

venerdì, 15 giugno 2007
author: eleonoragr @ 10:36
category: real life, momenti tso
comments: commenti (18)(popup) | commenti (18)

Oh! Quale immagine! Che gente che libera i corridoi della navata della chiesa per fare largo alla sposa, che si avvicina all'altare accompagnata dal padre... Bella, leggera, mentre lo sposo la aspetta in trepidante attesa all'altare.
La gente sussurra tra le panche; "è il matrimonio dell'anno!", "Dio, che emozione", "sono così innamorati"....
La sposa ci aveva avvisati di portare molto, molto riso; in quel pranzo ufficioso, dopo aver sentito quelle parole, mi è venuta in mente la pratica del bukake, oltre al fatto dello spreco (pensate ai bambini che muoiono di fame!)... Nel mio sogno, qualcuno si alza in piedi e urla: "questo matrimonio non sa da fa'!"; esattamente quando il prete dice: "parli ora o taccia per sempre!". Al che parte la caccia all'uomo e conseguente linciaggio... Il protagonista del mio sogno, non riesce ad attuare una fuga su un autobus, come nel film "il laureato". Ok, fermare un matrimonio, ha più effetto di una bestemmia in chiesa, ma sarebbe davvero una scena impagabile!

Si, oggi ho un matrimonio... Ho sempre evitato come la peste questo genere di cose, più che altro per la gente che c'è ai matrimoni: parenti, vecchi che si ricordano bene o male di te quando avevi 5 anni, ed eri un piccolo mostriciattolo intenibile; amici, unica tua fonte di salvezza; conoscenze superficiali, gente che in giro per strada non ti saluta nemmeno, e che in queste occasioni mondane ti riempie di grandi sorrisi e banalità di circostanza... Aiuto!

Le ipotesi sono 3 per oggi: o mi ubriaco, o mi defilo da qualche parte con qualcuno e ci imbuchiamo in un pub a bere, o prenderò un coltello e deciderò di prendere in ostaggio qualcuno per farmi dare una macchina e scappare. Perchè la festa di addio al celibato è passata in modo felice per gli amici, e con molta frustrazione da parte delle ragazze dei vari invitati... Le quali con molta arroganza mi hanno chiesto perchè non mi sono coalizzata con loro per impedire ai ragazzi di partire; io le ho guardate e ho risposto candidamente: "perchè io sono felice se loro si divertono; e non me ne frega un cazzo della vostra gelosia e del vostro egoismo!". Ulteriore modo per tagliarsi i ponti da sola.
Quindi, mi coalizzerò con qualc'uno e vedrò di distruggere almeno a parole quelle oche false e starnazzanti, cattive come il demonio...
Poi temo le classiche pagliacciate: le canzoni da matrimonio! La cosa più terribile sarebbe il karaoke! Il peggio, sarebbe vedere i genitori dello sposo, o della sposa, cominciare a cantare delle canzoni improponibili, e i commensali che incitano a questo disgustoso spettacolo! Dio, fulminami!
Io mi porterò dietro macchina fotografica, i-pod, e qualche moment; non si sa mai...

Per il resto posso solo augurare un felice matrimonio, e figli maschi; il "e vissero felici e contenti", non esiste; le utopie non le prendo in considerazione.

Comunque io ho deciso: quando mi sposerò (?)( Se mi sposerò mai!); sarà in una chiesa in un paesino dimenticato dai più, vicino a Chamonix; sarà inverno, e ci sarà tanta tanta neve. Poche persone, la sposa, lo sposo, 2 testimoni, e un prete avvertito 10 minuto prima. Niente casino, niente parenti, niente piagnistei inutili. Ovviamente io non sarò vestita di bianco; o panna, o rosso! qualcosa di cattivo gusto ci vuole in tutti i matrimoni!

mercoledì, 13 giugno 2007
author: eleonoragr @ 19:06
category:
comments: commenti (21)(popup) | commenti (21)

Nulla si crea e nulla si distrugge; ma tutto si trasforma.

La storia è fatta di cerchi, più o meno ampi che si chiudono; tutto si conclude, tutto ritorna all’inizio. Tutto è destinato a corrompersi, ma dalle cose corrotte, nasceranno nuove piante la cui semenza era già stata messa sotto terra per riposare, aspettando tempi migliori.

Arrivederci miei cari amici; arrivederci davvero. Perché dopo questi 3 anni credo di dovervi molto; perché in questi anni e in queste stagioni trascorse, avete sopportato la mia irruenza, il mio baccano, le mie molestie e i miei sleri più o meno motivati.

Non è un addio, questo lo so per certo; anche se di certezze dopo la tesi non ce ne saranno, so per certo che vi devo qualcosa. Per questo motivo, nel bene o nel male, se andrò via o rimarrò, manterrò un contatto. Perché in fondo almeno per le cellule della coclea che vi ho distrutto urlando, vi devo qualcosa.

C’è chi sceglie un altro percorso di studi, c’è chi ha deciso di trasferirsi, e chi ha deciso di rimanere. Io non so che farò; ma spero di vedervi presto, o come miei colleghi, o quando sarò la vostra cavia da laboratorio in qualche esperimento.

Qualcuno dice che i buoni propositi sono fatti per non essere mantenuti; credo che valga per le promesse fatte a qualche amante estivo, quando il sole e la salsedine danno alla testa. Non credo che valga per persone che hanno costruito così tanto insieme, e che in fin dei conti sono cresciute e maturate… oltre al fatto di condividere stesse ansie e stesse situazioni stressanti insieme.

Nulla si crea e nulla si distrugge; ma tutto si trasforma.

Come cantano la Quiete: la fine, non è la fine…

Qualche persona, sono ben contenta di perderla, mai fatto mistero delle mie antipatie; per altri mi si stringe il cuore, ma so che in fondo una sbronza occasionale insieme non si rifiuterà… E anche se questi anni si sono conclusi, voglio dirvi, che il cerchio ricomincia, e qualcosa non si distruggerà…

 

With love, my dear friends…

Whit a bit of sadness…

lunedì, 11 giugno 2007
author: eleonoragr @ 09:24
category: riflessioni, real life, frenetici momenti di noia
comments: commenti (22)(popup) | commenti (22)

Piedi sul cruscotto e bolle di sapone in mano. Lui guida in un cielo che ha lo stesso colore della moka. Dicono che sia la festa dell'arte; in realtà l'unica cosa artistica era quel musicista di stasera, che col suo violino mi ha ipnotizzata, e con la sua danza stereotipata, è riuscito ad ottenere l'attenzione. Unico movimento, in mezzo ad una scena statica. L'archetto in realtà non ha fatto altro che mesmerizzare tutti quanti.
C'è sempre una sorta di ironia: quando da qualche parte c'è qualcosa di minimamente interessante, succede qualcosa. Stasera ha piovuto, ma avero con me un ombrello. Cercavo di tenere sotto la persona che era con me, ma di tanto in tanto lo colpivo con una delle bacchette...
Ci sono situazioni ed eventi che si ripetono; ma in fondo, uscire per fare un giro in una città sotto la pioggia, in festa, è un valido sostituto ad una serata passata a casa a non fare molto.
La gente si muoveva rasentando il muro, in cerca di riparo sotto qualche tettoia, io in fondo camminavo liberamente per la strada, ormai sgombrata dalle bancarelle e dai quadri. I Disegni fatti per terra con i gessetti, stavano svanendo; il colore si misciava al grigio del marciapiede. E' brutto pensare che in fondo un lavoro faticoso, possa essere svanito così. Si è perso tempo e fatica, per fare una cosa che nemmeno rimane... Che il destino degli artisti di strada sia questo? Vivere di stenti e facendo mille fatiche per non essere nemmeno ricordati?
Ma alla fine sono la risposta la sappiamo tutti qual'è... Molte delle persone che fanno determinati mestieri, hanno capacità e tecnica; sfortunatamente a volte non si hanno fantasia e agganci. Già, basta qualche conoscenza, e anche il peggiore artista può esporre e mettere le proprie "creazioni" da qualche parte. A volte non è così, ma anche a Galway, in Irlanda; c'era quel ragazzo molto versatile, ma non faceva altro che allietare i turisti e passanti con la sua musica. Era anche un ottimo disegnatore, ma al di là di riempire di schizzi il mio quaderno, non faceva nulla.
Dove sono finiti i "mecenate"?

Io intanto ora sono in macchina a fare bolle di sapone, facendo da elemento di disturbo all'autista. Ma in fondo, va bene così... essendo negata con il disegno, non ho di questi problemi...

["Lacio drom", e il "ballo di san vito", rimangono le canzoni migliori in certe situazioni]

sabato, 09 giugno 2007
author: eleonoragr @ 12:05
category:
comments: commenti (15)(popup) | commenti (15)

La notte si muove lentamente in queste ore fatte di zanzare, bruma, stradone lombarde e piemontesi, orori forti e fastidiosi, e vino rosso. Guido, sono quella messa meglio stasera, quindi prendo la macchina del mio amico e la conduco in città. Lui dorme dietro, l'altro è sul sedile accanto al mio e non parla. Sto andando a 110km/h; ho un'ottima tenuta della strada, considerando che è la prima volta che giudo quella macchina.
Ho finalmente capito il perchè di alcune cose della settimana scorsa; ho capito che la gente in fondo quando si comporta in una determinata maniera, è perchè c'è un motivo; qualcosa sospettavi, ma di solito le supposizioni sono fatte per rimanere sospese nell'aria.
Ma va bene così, lasciamo che chi ha bisogno di 5 minuti di gloria, li abbia; lasciamo che chi non sa vivere, sperimenti sulla propria pelle che significa ricominciare tutto da capo; lasciamo liberi di esprimersi in modi a volte discutibili, chi per tutto questo tempo è rimasto represso; è come quando neghi una cosa, e poi la lasci senza dosarla, si finisce nell'abuso. Non è per cattiveria che dico queste cose, è una semplice considerazione empirica.
Arriviamo nella coperativa dove sono solita uscire, quando esco con altre persone. E' strano andare in certi posti con gente che non apprezza i centri sociali e le cooperative, e si trova lì solo perchè non hanno idea di dove andare. Saluto chi conosco, mi fermo a parlare con il barista... Poi esco nel cortiletto dove chi avevo in macchina, comincia a riprendersi e a schiamazzare; ci raggiungono anche gli altri che erano con noi a cena.
E' strano vedere come quelli che normalmente hanno un comportamento più decoroso, in realtà sono quelli che meglio riescono a gestirsi certe situazioni; e anche il pessimo gusto di urlare idiozie e insulti l'un con l'altro, a volte anche per una partita a ping-pong.
Vado dentro a prendere da bere con un mio amico che non ha fatto serata con me. Un bicchiere di rosso, la serata so che sarà ancora lunga e preferisco non mischiare vino con altro.
La cosa più assurda è che le persone più umili, sono le migliori in tutte le situazioni; le persone più "spaccone" nella vita, quelle che hanno soldi, una bella casetta con il loro cane nuovo, e il telefonino fighissimo sottile come un foglio; sono quelle che perdono più facilmente il potere non solo su loro stessi, ma anche sulle cose che credono di avere. La presunzione di poter avere la persona che vogliono, ha dato loro questa pessima capacità di funzionamento. Sarò stronza, ma in caso di difesa uno schiaffo in pieno volto lo tiro. Ieri l'ho fatto. Ma ogni piccolo bambino viziato, quando non può avere il giocattolo, si impunta. Ho voluto evitare di essere la bambola di pezza di turno. Mi sono fatta riportare a casa, piantando lì i due cadaveri che avevo portato lì.
Poi sapete, io ho il brutto difetto di avere 2 cromosomi x... Ciò comporta il fatto di non saper guidare, di non essere in grado un ragionamento logico deduttivo, di dover mettere i tacchi, e parlare di vestiti e accessori... Ma qquanto mi piacciono i fantastici luoghi comuni sulle donne!

Non so cosa sia successo dopo essere andata via, faccio conto di scoprirlo oggi...

Si riapre il periodo delle sagre... Quella delle idiozie, ha già colpito... Con morti e feriti annessi e connessi... Stasera si bissa ma con altra gente...thanks God!

giovedì, 07 giugno 2007
author: eleonoragr @ 17:16
category: real life, comunicati stampa, esplosioni aggressive
comments: commenti (22)(popup) | commenti (22)

Ho sempre pensato una cosa di me; non una persona gentile, buona... Ma anche capace di un ottimo giudizio critico, e di essere la peggior stronza del pianeta quando voglio essere cattiva, quando le mie azioni devono avere un effetto normativo.
Ora, in ambito legale, si danno le pene (di tipo pecuniario) per due motivi: 1)risarcimento del danno subito 2) punizione.
Alla fine è comodo per chi commette un atto "illecito" avere una famiglia benestante che li vizia e li tratta con i guanti (non so perchè, ma mi torna in mente una sciocca frase: "cosa vuole farci, sono ragazzi..." detta da un tizio ad una vecchietta, che si era trovata le piante del suo giardino distrutte a cuasa delle pallonate...).
"Fin tanto che non sono toccato in prima persona, faccio quel diavolo che voglio". Che il problema sia a monte? Di sicuro, ma non avendo la simpatica macchina del tempo di Simpson, nel passato non si torna. Civilmente metterei certa gente hai lavori forzati; metterei certe persone in condizioni talmente orribili da far capire loro come funzionano le cose, per un periodo breve, ma lo farei.
Che non vengano a difendere casi insalvabili avvallano sciocchi motivi o negligenze, anche quelle si pagano; giustizia tendenzialmente dovrebbe essere uguale per tutti. Ma per alcuni è più uguale che per altri.
Io poi sotto questo punto di vista, sono un mostro...Lo so e me ne rendo conto. Io ripristinerei tranquillamente la legge del taglione, se poi non venissi io stessa perseguitata dalla legge.
Se il corpo, e tutto ciò che fa di una persona un essere umano, è inestimabile; perchè spesso si da a questo un peso e un prezzo ridicolo?!
Vorrei trovarmi faccia a faccia alcune persone, in mancanza di testimoni e armata di una mazza da baseball/o ferro 9; vorrei poter massacrare di botte chi si è permesso di fare certe cose; vorrei mettere la faccia delle persone che hanno fatto male ad altre nell'olio bollente e poi nell'acido; vorrei un'umiliazione pubblica di determinati elementi, giusto per il gusto di godermi la scena con un pacchetto di patatine in mano.
Perchè è ridicolo che certe persone riescano sempre a cavarsela con poco, e che continuino a fare le stesse cose di prima, come se nulla fosse. Una multa la paghi, chiedi al papà di darti un tot di soldi, e tutto torna a posto come prima. Ma le persone sono cose fragili, e con poco le rovini...

Qual'è il prezzo di una crepa su un vaso inestimabile di cristallo? Qual'è il prezzo di uno sfregio su un Renoir?
Perchè sfortunatamente io sono davvero una persona d'oro; ma se mi fanno incazzare, se toccano le persone a cui voglio bene, o anche quelle che mi sono simpatiche... Beh, posso dare davvero il peggio di me... Gli insegnamenti e i precetti di Gandhi e il Dalai Lama, possono essere messi nel dimenticatoio per il tempo necessario...

martedì, 05 giugno 2007
author: eleonoragr @ 19:08
category: riflessioni, comunicati stampa, momenti tso
comments: commenti (19)(popup) | commenti (19)

In fondo tutti riviviamo le nostre emozioni…

Spesso e volentieri abbiamo bisogno di tirare fuori tutto dalla cesta, magari con rabbia, con rancore, con malinconia, e poi rimettere tutto a posto. Lo stesso lo puoi fare con te stesso. Già, a volte quello che ci tiene in vita non sono gli organi (bè, anche…); ma sono le tue aspirazioni, i tuoi desideri, i tuoi pensieri, le tue emozioni, i tuoi sentimenti e le tue paure…

Spesso per fare questo, si usa una tecnica: lo Psicodramma. Rivivi la scena, ti liberi, lasci andare tutto ciò che sei, e lo fai. Parli, oltre alle lacrime, lasci andare anche le parole. “Perché hai fatto questo?” dice l’analista, la donna risponde ”perché sono arrabbiata, perché mi sento vuota”. Dopo di che scoppia in lacrime.

Piange per un’ora intera… L’analista la fa parlare, razionalizza tutto, restituisce alla paziente ciò che è stato tirato fuori da lei, ma in maniera molto più blanda, comprensibile. Un insight.

La mia domanda al riguardo è questa: non si potrebbe correre il rischio, di mettere in atto atteggiamenti che ci garbano troppo, e ripeterli anche nella realtà, rovinando tutti i rapporti?!

 

Teoricamente tutto è possibile; per far vedere che il sistema è sicuro, mi dicono che comunque il contenuto viene riportato alla coscienza, e si cerca di far capire alle persone dove stanno sbagliando, o che cosa davvero hanno dentro… Bene… mah…

Sono scettica su alcune cose, e questa è una di quelle. Provate a tirare fuori dalla vostra cassetta, tutte le cianfrusaglie e il ciarpame che avete dentro: voi poi avreste voglia di risistemare tutte quelle cose? Magari graffiandovi? L’essere umano è un animale pigro di natura…

Forse sarebbe molto, molto più facile rimettere cose nuove, e più accattivanti. È per questo che certe persone frustrate, si scelgono una nuova identità e la mantengono. Una fantastica maschera teatrale. Un buffone o la cortigiana per allietare il pubblico con le loro imprese.

Io mi sento più arlecchino; con i miei colori. Conosco ogni mia minima sfumatura, e ogni lato del mio carattere; non ho bisogno e non userò mai un lato di me, per sembrare più accattivante o per essere più ricercata…

La cesta la svuoto spesso e la sistemo tutte le volte, come farebbe una qualsiasi persona ordinata…

Bene: ora io me ne sbatto di ciò che è e che può essere detto; ma vorrei evitare di vedere il ripetersi di alcune scene patetiche. Soprattutto da buffoni in maschera. Non sono l’analista di nessuno io.


Pannasmontata clock
Pannasmontata calendar